mercoledì 22 novembre 2006

L'importanza di avere le idee chiare.

Invidio tremendamente chi pensa di avere sempre le idee chiare su tutto (o anche su qualcosa).
C'è sempre qualcuno che sa esattamente come sono andate le cose, non mostra mai il minimo dubbio e la minima indecisione. Invidio profondamente chi sa sempre cosa pensare.

Oggi mi è venuta in mente l'introduzione a "AMERICAN TABLOID" di James Ellroy. Libro di dimensioni abnormi e contenuti maniacali per i più (molto bello).
Chi riesce ad arrivare in fondo è bravo.
La riporto (sperando in una denuncia per violazione dei diritti) perchè è cinica e disperata.

Non ci credo o non ci voglio credere.


"L'America non è mai stata innocente. Abbiamo perso la verginità sulla nave durante il viaggio di andata e ci siamo guardati indietro senza alcun rimpianto. Non si può ascrivere la nostra caduta dalla grazia ad alcun singolo evento o insieme di circostanze. Non è possibile perdere ciò che non si ha fin dall'inizio.

La mercificazione della nostalgia ci propina un passato che non è mai esistito. L'agiografia santifica politici contaballe e reinventa le loro gesta opportunistiche come momenti di grande spessore morale. La nostra narrazione ininterrotta è confusa al di là di ogni verità o giudizio retrospettivo. Soltanto una verosimiglianza senza scrupoli è in grado di rimettere tutto in prospettiva.

La vera Trinità di Camelot era Piacere, Spaccare il culo e Scopare. Jack Kennedy è stato la punta di diamante mitologica di una fetta particolarmente succosa della nostra storia. Spandeva merda in modo molto abile e aveva un taglio di capelli di gran classe. Era Bill Clinton senza l'onnipresente scrutinio dei media e qualche rotolo di grasso.

Jack venne fatto fuori al momento ottimale per assicurarne la santità. Le menzogne continuano a vorticare attorno alla sua fiamma eterna. È giunto il momento di rimuovere la sua urna e illuminare le azioni di alcuni uomini che spalleggiarono la sua ascesa e facilitarono la sua caduta.
Erano sbirri corrotti e artisti del ricatto. Erano intercettatori, soldati di fortuna e cabarettisti froci. Se un solo istante delle loro esistenze avesse imboccato un percorso diverso, la Storia americana come noi la conosciamo non sarebbe esistita.

È tempo di demitizzare un'era e costruire un nuovo mito, dalle stalle alle stelle. È tempo di abbracciare la storia di alcuni uomini malvagi e del prezzo da loro pagato per definire in segreto il loro tempo.

Dedicato a loro."





5 commenti:

Fela Kuti ha detto...

faccio fatica a capire cosa intendi trasmettere... ma fa figo!!!

Mr.Blue ha detto...

infatti il mio sembra abbastanza un delirio "da immaginario collettivo", tanto per citare uno dei miei autori preferiti dal sito www.opatovconnection.it...

Ma guarda quanto sta bene esteticamente un blog così pieno...

Depression Tony ha detto...

La verità è che la storia, così come la vita (ed il football) è una questione di centimetri. Voglio dire, qualche centimetro più indietro e non ti becchi una pallottola mentre passi per Dallas, qualche centimentro più a destra o a sinistra e invece che contro le torri gemelle finisci a far compagnia ai pesci nell'East River.
Quello che sappiamo non può e non deve renderci certi di niente (con le dovute cautele) se non del fatto che non sappiamo, come diceva il buon Socrate.

Fela Kuti ha detto...

socmel!
riguardo ai centimetri quelli che contano, con C maiuscola... cosa diciamo?

pj harvey ha detto...

fasddd